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L'osteoma osteoide

Cos'é:

L'osteoma osteoide consiste in una lesione ossea (o tumore) di tipo benigno; presenta una parte centrale indicata comunemente con il termine "nidus" il cui diametro di solito non raggiunge la misura di 2cm. Il nidus é circondato da una zona di reazione ossea dalla consistenza estremamente compatta.
L’osteoma osteoide indicativamente rappresenta approssimativamente il 10% dei tumori ossei benigni.
La localizzazione più frequente dell’osteoma osteoide è negli arti inferiori, in particolare in corrispondenza del terzo prossimale del femore e della tibia.  Meno frequentemente è localizzato in corrispondenza delle vertebre e dell’omero.
L'osteoma osteoide si localizza più frequentemente in corrispondenza della diafisi o della metafisi prossimale dell'osso; meno frequentemente è localizzato in corrispondenza dell'estremo distale.

I sintomi:

Il classico sintomo dell’osteoma osteoide consiste in un acuto dolore che non riceve sollievo in caso di mancanza di carico; al contrario solitamente si acuisce durante la notte e diminuisce o scompare dopo assunzione di FANS (antinfiammatori non steroidei) nel giro di una mezz’ora.
In aggiunta al forte dolore locale si può presentare un significativo aumento locale della temperatura della cute ed una marcata sudorazione.
L’osteoma osteoide, oltre a presentare sintomi abbastanza tipici, è caratterizzato da un aspetto  radiologico decisamente tipico: intorno al nidus (di solito osteolitico, quindi di minore consistenza per cui radiotrasparente) normalmente si presenta la classica formazione di osso sclerotico estremamente compatto.
Come già detto, l’osteoma osteoide è un tumore benigno: nel tempo non tende a crescere oltre i 2cm di diametro; al contrario, tende a regredire dopo circa un anno e mezzo.

La terapia:

Fino a poco tempo fa l’escissione chirurgica era l’unica terapia per la risoluzione immediata del dolore; il maggiore limite dell’intervento chirurgico risiede nella alta invasività, per esempio nel caso di localizzazioni in corrispondenza o in prossimità della testa del femore, o nell’alto rischio operatorio in caso di alcuni osteomi osteoidi vertebrali.
In questi anni si è affermata quale metodica di prima scelta la termoablazione mediante radiofrequenza. Detta metodica consiste nella distruzione del tumore mediante innalzamento della temperatura in corrispondenza del tumore stesso mediante l’uso di un ago elettrodo inserito di solito per via percutanea.
I grossi vantaggi di questa pratica risiedono nel fatto che si tratta di una metodica mininvasiva, facilmente tollerabile e con minimo impatto per il paziente; tale metodica in pratica permette nella totalità dei casi la totale scomparsa del dolore nel giro di un paio di giorni.
La radiofrequenza è di solito praticata sotto guida TAC o, in alcuni casi, anche sotto guida ecografica in anestesia locale e blanda sedazione.
Solo in caso di persone molto giovani (normalmente nei bambini al di sotto dei 10-12 anni) si tende a praticare una anestesia generale al solo scopo di gestire meglio il paziente.